Sia a livello internazionale che in Italia sono sempre più numerose le aree connesse alla salute psicofisica in cui si parla esplicitamente di prevenzione, e sono attive politiche sanitarie e strategie comunicative mirate a individuare e diffondere i fattori di rischio, promuovere le attività virtuose in grado di evitare le manifestazioni patologiche e facilitare il benessere.

Inspiegabilmente, malgrado la enorme diffusione delle malattie del comportamento alimentare in tutti i paesi industrializzati e l’allarmante trend in crescita di tutte queste forme sintomatologiche, è pressoché assente l’idea di intervenire preventivamente verso le manifestazioni patologiche connesse all’alimentazione.

Ormai da tempo la diffusione delle malattie del comportamento alimentare in Italia stava assumendo le proporzioni di una vera e propria epidemia: stando ai dati diffusi dal Ministero della Salute, nel 2017 in Italia oltre 3 milioni di persone soffrivano di un DCA[1].

L’allarme era connesso non solo alla enorme diffusione di queste malattie, ma anche alle fasce di età colpite: di questi 3 milioni di persone, oltre il 50% era minorenne, con una progressiva e drammatica anticipazione delle età di insorgenza dei sintomi alimentari, che dai tipici 15/17 anni stava gradualmente scendendo alle età delle scuole medie.

I dati del Ministero della Salute indicavano 300mila nuovi esordi ogni anno, nel 2017. Cifre di per sé gravi e allarmanti… che in seguito alla pandemia, e ai diversi periodi di lockdown, hanno fatto registrare una drammatica e inquietante impennata, che secondo diverse fonti ha raggiunto in Italia picchi di incremento che si stimano tra il 40 e il 120 percento, in una popolazione ancora più giovane: sono ormai colpiti da queste malattie anche bambine e bambini tra i 9 e i 12 anni…[2],[3],[4]

Eppure, malgrado i numeri allarmanti e la diffusione in inarrestabile crescita, ancora non si parla di mettere a punto azioni strutturate e istituzionali di prevenzione primaria delle malattie del comportamento alimentare.

Il Progetto FoodNet prende avvio da questa allarmante situazione, nonché dalla consapevolezza che la possibilità di realizzare interventi di prevenzione dei potenziali DCA, prima che questi si siano manifestati, diventa di importanza primaria per aiutare i bambini – nonché futuri adolescenti – a costruire un efficace “scudo di protezione” nei confronti di modalità di espressione del disagio tanto pericolose, quanto frequenti[5].

Per FoodNet prevenire un DCA significa “giocare d’anticipo”, prima che una difficoltà legata al cibo o all’identità corporea si trasformi in una patologia vera e propria: facilitare e stimolare una piena consapevolezza dei meccanismi emotivi alla base dell’utilizzo del cibo ha l’obiettivo di strutturare una sorta di protezione verso il ricorso all’alimentazione in maniera istintiva e inconsapevole.

Per approfondire

[1] Dalla Ragione, L., Vicini, M., De Santis, C., e Ferri, S. (a cura di) (2018). I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Un’epidemia nascosta. Roma, CCM Network.

[2] Ruocco, G., Andrioli Stagno, R., Ballardini, D., Cotugno, A., Dalla Ragione, L., Dalle Grave, R., … Vincenzi, M. (2017). Linee di indirizzo nazionali per la riabilitazione nutrizionale nei disturbi dell’alimentazione. Quaderni del Ministero della Salute(29)

[3] https://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?lingua=italiano&id=4470&area=indennizzo&menu=patologie&tab=1

[4] Meyer D. Neill E. Phillipou A. Rossell S.L. Tan E.J Lin Toh W. Van Rheenen T.E. “Eating and exercise behaviors in eating disorders and the general population during the COVID-19 pandemic in Australia: Initial results from the COLLATE project” International journal of eating disorders Wiley, Maggio 2020

[5] Smolak, L. (2013). “Elementary school curricula for the primary prevention of eating problems”. In Preventing eating disorders (pp. 87-104). Routledge

Vuoi approfondire il progetto FoodNet?

Chi fosse interessato ad approfondire il progetto FoodNet può scrivere a info@foodnet.it o consultare il sito www.foodnet.it